mercoledì 28 novembre 2012

GENOVA L'ILVA E GLI SCIOPERI

Gli scioperi causati dalla chiusura dell'ilva hanno creato a Genova, come in altre città, delle ripercussioni sul traffico e sui trasporti, aumentando così la visibilità dell'evento ai media.

Quello che mi ha lasciato in uno stato di perplessità, oltre al qualunquismo che si aggira da sempre attorno agli scioperi, farcito da frasi come "Eh ma mi dev'adar a lavurar" è stato il generale clima di assoluta confusione che la chiusura dell'ilva ha generato.
A Genova lo sciopero è arrivato quasi come un'eco del 2002, anno in cui vennero chiusa le cokerie, atto che segnò l'inizio del declino per la struttura nata dalle ceneri dell'Italsider. La questione ambientale fu l'anello centrale della questione, una pietra di volta che lasciò crollare uno dei reparti più importanti dell'ilva.
Nella zona di Cornigliano a Genova, vennero riscontrati dati allarmanti sulle micro polveri cancerogene nell'aria, dati che portarono a dei provvedimenti che il gruppo Riva a suo tempo dovette accettare non avendo portato gli stabilimenti a norma.
Da parte del gruppo Riva e da parte dei sindacati, non vi fu in seguito nessuna mossa strategica per trainare gli stabilimenti verso una strada perlomeno tollerabile per l'impatto ambientale, quindi la notizia della chiusura degli stabilimenti, pone al centro due questioni: quella morale e quella ambientale.
Questioni che lasciano il cittadino confuso e inerme, in quanto entrambi le questioni in ballo avrebbero dovuto essere a suo tempo affrontate con denunce da parte dei sindacati e con provvedimenti da parte del gruppo Riva.
Così, la smagnetizzazione delle tessere dei lavoratori a Genova e Taranto sconvolge l'opinione pubblica, provocando azioni come lo sfondamento dei cancelli e dividendo sempre di più le persone realmente toccate dai fatti da chi invece i fatti li decide, sebbene persone come l'ex onorevole Caruso,  siano in passato riuscite a sfondare le barricate (concettuali) tra queste due fazioni di una guerra tra pezzenti.


Ferdi.

martedì 27 novembre 2012

Stress al volante & Majakovskij e il fauvismo.

Ed ecco una serie di considerazioni nate dalla noia e dal nervosismo che il traffico genera in me ogni giorno ed ogni sera. Ho pensato di condividere questo mio momento di stress al volante con voi ponendo qualche questione artistica, per far passare un po' il tempo o perlomeno per far defluire il flusso di schizzati che si barcamena ogni sera in quel bordello ambulante che è la mia amata Genova.


Un saluto Ferdi.

domenica 28 ottobre 2012

FREAK SHOP

Il cattivo karma ci stava fottendo tutti come un’assassino psicopatico nascosto sotto le lenzuola, pronto a colpire e quello che ci rimaneva era solo il tempo per non impazzire del tutto. 
Avevo pubblicato un romanzo per il quale ricevevo una percentuale minima, il wineshop mi permetteva di pagare i conti dandomi al contempo tutto il tempo che mi serviva per scrivere e qualche volta riuscivo anche ad avere qualcuno al mio fianco. 
Quella era la mia Hollywood, pensai posando lo sguardo su Clara.
Studiai il suo modo di fare elettrico, mentre accendeva una sigaretta passandosi una mano tra i capelli.
Erano tutti terrorizzati dagli zingari, non ero mai riuscito a capire quella loro paura,
l’unica cosa che mi terrorizzava di quel popolo era la loro libertà.
Quella parola era come una prigione per quelli che come me erano cresciuti in cattività, avrei dovuto mollare tutto, il caldo sporco dell’estate e il freddo tenue dell’autunno, gli autobus sporchi e quella sporca città, cominciando a girare qualche altro sporco posto europeo.
Un’interrail, il coraggio, le paure, la rabbia, avevo il dannatissimo bisogno di dimostrare a me stesso di poter diventare uno zingaro. Forse allora tutti quelli stronzi dalle espressioni vacue mi avrebbero temuto. 
La libertà terrorizzava perché era come una droga, un’uomo che liberava il suo pensiero una volta, lo avrebbe fatto per sempre e questo era un dato di fatto.
  “Dici sul serio?” domandò poggiando la schiena nuda sulla testiera del letto.
Aveva un non so che di sconcertante, non sarebbe mai stata una di noi, quello era certo.
  “Come puoi cercare ispirazione in quei posti, tra quelle persone… Tra quelle donne ridotte in schiavitù. Credo che i nightclub rappresentino tutto quello che io odio.”
“Guarda che molte di loro lo fanno per diletto.”
  “Come fai a saperlo?”
“Perché le conosco.”
Non era una di noi, si riempiva la bocca com parole come “sfruttamento” o “terrore”, parole forti che dette da lei perdevano significato. Non sarebbe mai stata una di noi, un freak, non ne avrebbe mai avuto il taglio.
Si poneva come una reietta nei confronti del mondo ma col tempo i il suo fare si sarebbe smorzato e avrebbe trovato la pace, mentre io avrei continuato a riempire i miei diari da outsider nelle stanze d’albergo. Ne stavo perdendo un’altra, col tempo la cosa era divenuta indolente ma ne stavo comunque perdendo un’altra. Era una buona amante dopotutto, un’ottima amante.
Parlammo ancora, restandocene nudi fino a quando lei prese le sue cose, la sua pazzia, i suoi principii e le sue idee progressiste per poi andarsene lasciandosi dietro la porta.
Non avevo ideali, volevo semplicemente scrivere e scrivere voleva dire vivere alla giornata e chi viveva alla giornata non si poteva permettere degli ideali in quanto se ne avesse avuto occasione, avrebbe tradito perfino quelli.
Mi scrisse dopo qualche giorno descrivendomi come un pazzo egocentrico, cosa che poi non differiva tanto dalla realtà. Ero sempre riuscito a farmi odiare dalle persone senza metterci il minimo impegno, era quasi una sorta di dono; le facevo imbestialire .
Disse che se era il degrado ad ispirarmi, sarei dovuto andare a visitare le macerie dei paesi distrutti dalle bombe ma non aveva capito che la mia guerra era molto più effimera e veniva dal di dentro. Disarmare i pensieri diveniva col tempo un vero e proprio lavoro.
Non potevo prendermela con nessuno, mi ponevo male davanti alle persone ed in qualsiasi contesto riuscivo sempre a trovare le parole sbagliate, potevo usare la scusante dello zingaro ma i veri zingari erano quelli che sfottevano dal freddo in vecchie roulotte e non dei cazzoni rincoglioniti dai drammi esistenziali.
Mi alzai ed andai verso la finestra, l’autunno mi accarezzava la faccia con il suo vento sottile, era la mia città nonostante tutto e c’erano abbastanza locali, donne e librerie per ingannare il tempo; mi sentivo come un imperatore che lasciava cadere il suo sguardo sulla sua personale Roma in miniatura. Era la mia città, non il centro del mondo ma perlomeno il centro del mio di mondo.
Mi alzai dal letto per pigiare qualche nota sul pianoforte giusto per fare del rumore una musica d’intrattenimento. Il telefono squillò interrompendo l’armonia, il silenzio, la noia e il non scrivere.
Lo stridente squillare s’impadronì di tutto quello che il vuoto si portava appresso.
  ”Ehi, oggi niente storie, ci vediamo per le dieci e trenta.”
“Facciamo per le dieci e trentacinque?”
  ”Stai guardando la televisione Fede?”
“No, fingo di saper suonare il pianoforte e mi atteggio a modi musicista disadattato.”
  ”Questa dovresti scriverla.”
“Probabilmente lo farò.”
  ”A dopo .”
” Ciao.”
Avere amici fondamentalmente era come avere un buon fuoco di copertura in quella immensa trincea che era la follia notturna. Il mio scrivere era sempre stato grezzo ed istintivo, non ero mai stato in grado di farlo in modo diverso.
Per come la vedevo io l’unica cosa che doveva fare una persona con una penna in mano era il non prendersi mai sul serio, spedire i propri manoscritti e aspettare, uscire e rincasare.
Non era mai stato un qualcosa di meccanico o quant’altro, era semplicemente il guardare tutto con gli occhi di chi ancora riusciva a stupirsi di tanto in tanto.
Scrivere era andare nei posti meno raccomandati ed addormentarsi nella tana del lupo a dispetto di tutti.
Non smettevo di scrivere come non smettevo di respirare.

sabato 27 ottobre 2012

IL DAVIDE INTERIORE

Perché internet? Perché questo spazio daI guadagni incerti e sul quale chiunque può sputare qualcosa e renderlo visibile a tutto il mondo?
Semplice, perché i guadagni incerti sono sempre meglio dei guadagni nulli e perché anche se sei chiunque puoi sputare qualcosa e farlo rimbalzare in tutto il mondo.
Internet libera il nostro David Lynch interiore e liberare il tuo personale Davide interiore ti può far finire in un mondo di orecchi, pezzi di torte , periferie e tazze di caffè fumanti, nani ballerini e luci ad intermittenza.
Per scrivere, per dipingere e anche solo per pensare io ho bisogno della mia loggia nera, con i suoi personaggi posseduti da cani e donne che parlano come robot.
Un vaso, un albero, qualsiasi cosa vista con gli occhi del vostro Davide interiore vi sembrerà l'oggetto più interessante della terra e  questo vi porterà a produrre qualcosa; qualcosa che potrebbe essere anche merda ma in fin dei conti tutti caghiamo almeno una volta al giorno, stitici a parte.
Accendere il computer e buttare giù qualcosa solo per generare un feedback significa ascoltare quel pazzo brizzolato che abbiamo dentro mentre grida silenziosamente "I GUFI NON SONO QUELLO CHE SEMBRANO"...    
La questione è una, bisogna dipingere quando si scrive e scrivere quando si dipinge, suonare quando si recita e recitare suonando in quanto tutta l'arte è identica. Questo è quello che Lynch ha insegnato a tutti noi con la sua opera, questo è Wilde, questo è yoga e questo potrebbe essere anche Yoda, il maestro.


Qualcuno potrebbe trovare strano questo articolo, ma se siete finiti qui probabilmente avete visto qualche film di Lynch e chi ha visto le pellicole del Davide è vaccinato al termine "STRANO".



FERDI & BOB.

giovedì 25 ottobre 2012

POSTA SILENZIOSA eBOOK

Posta silenziosa, il mio nuovo eBOOK è disponibile dai link in alto a destra, in versione solo per iPAD e in versione PDF per pc, Mac, dispositivi Android e iPHONE .


POSTA SILENZIOSA: Racconto scritto con un taglio estremamente moderno, frutto di una ricerca compiuta sui più importanti romanzi epistolari europei .
Il racconto tratte delle avventure di due personaggi dediti al sesso sbagliato, ai locali sbagliati e tutto ciò che di sbagliato ci possa essere. Un susseguirsi di cattiverie e giochi di potere che potrebbero sembrare fini a loro stessi, mascherati dal sentimento della vendetta.
Un intrigo disegnato con una matita morbida che potrebbe finire col disegnare le ali agli angeli bruciati e lascivi di una Genova in fiamme.

POSTA SILENZIOSA eBOOK

D'annunzio sosteneva che dormire fosse un vizio stupido, che finiva solo ed esclusivamente per rubare del tempo alle  persone; persone che avrebbero potuto fare dell'altro.
Così dopo una notte in bianco passata a gestire dati bancari e altre pseudo-stronzate che non hanno niente a che spartire ne con l'arte e ne con Dannunzio.

Con estremo orgoglio, presento sul baccanale POSTA SILENZIOSA (versione per ipad), acquistabile dal link in alto a destra con un semplice click del vostro cazzutissimo mouse.

Per ora metto qui sul sito solo la versione per ipad perché per quella in pdf devo attendere la pubblicazione sul kindle store che renderà possibile l'acquisto del mio eBOOK direttamente da AMAZON e da ogni lettore eBOOK reader (Kindle ecc...).
Quindi con tutta probabilità entro questa sera sarà disponibile anche la versione per Pc, Mac, piattaforme Linux, piccione viaggiatore e tutto il resto.


POSTA SILENZIOSA: Racconto scritto con un taglio estremamente moderno, frutto di una ricerca compiuta sui più importanti romanzi epistolari europei .
Il racconto tratte delle avventure di due personaggi dediti al sesso sbagliato, ai locali sbagliati e tutto ciò che di sbagliato ci possa essere. Un susseguirsi di cattiverie e giochi di potere che potrebbero sembrare fini a loro stessi, mascherati dal sentimento della vendetta.
Un intrigo disegnato con una matita morbida che potrebbe finire col disegnare le ali agli angeli bruciati e lascivi di una Genova in fiamme.



Grazie a tutti, FERDI.

mercoledì 24 ottobre 2012

LAVORANDO COME STRONZI NELLO SPAZIO CIBERNETICO.



Con una gamba ferma e costretto a letto, preso dall'apatia, dalla noia e dalla quantità immane di tempo impiegato nella stesura di un nuovo romanzo, ho deciso di buttarmi in un nuovo progetto per distrarmi 
un po', un progetto particolare che spero potrà allietare i minuti di qualcuno.
Nel caos del computer e in quello della mia testa ho trovato un racconto e dopo averlo letto e riletto ho deciso di farne un qualcosa accessibile a tutti, lettori del baccanale e non.
Così nasce il mio primo racconto in E-book, disponibile se tutto va bene in giornata o al massimo entro un paio di giorni.
Un E-book, eco sostenibile, equo solidale, economico, ecco il racconto, ecologico ed eco illogico.
Vaniloqui a parte, in questo momento sono chino sul Mac dietro all'impaginazione e alle correzioni del racconto in questione.
Il titolo del racconto verrà svelato al più presto mentre qualche anticipazione, si può anche dare...
Parlerà del gestore di un ristorante che rimbalza da un rapporto occasionale all'altro con l'unica pretesa di svuotare se stesso e dell'avvocato Vittorio, un personaggio subdolo e viscerale, capace di portare l'edonismo ad un nuovo livello di cattiveria fine a se stessa .
Questo piccolo SAGGIO SULLA CATTIVERIA oltre ad avere una trama che prometto avvincente e scrupolosa è sicuramente dotato di un gergo e di una stesura del tutto nuovi e sperimentali, frutto di uno studio basato sulla lettura di una serie di romanzi dei quali parlerò nella descrizione del prodotto.
Spero di aver fatto cosa lieta e di non avervi rubato del tempo prezioso.


FERDI.

  

martedì 17 luglio 2012

FUCKING TIME

La stanza era violentata dalla luce che filtrava dalle imposte proiettando il mattino sulle mura della camera numero tredici del Verona Hotel .Vittorio si alzò dal letto ancora avvolto dagli odori della nottata vuota a perdere che si accingeva a lasciarsi alle spalle e con la vista ancora offuscata dal sonno .
Rubò una sigaretta dalla borsetta in pelle che si trovava sulla moquette e la accese , era una kim al mentolo , "una fottutissima kim al mentolo"  pensò ad alta voce .
Si appoggiò nudo al comò in legno scricchiolante e nel silenzio di quella notte che faticava a voler abbandonare quella stanza per cedere il posto all'aurora, si mise a guardarla , nuda , coperta per metà dalle lenzuola bianche . Non ricordava nemmeno il suo nome .
Quella sarebbe stata una notte , una delle tante altre notti da gettare nel dimenticatoio esistenziale o da ricordare di tanto in tanto con un indifferente sorriso . C'era qualcosa di diverso tuttavia in quella notte e Vittorio , il vecchio Vittorio , Vittorio l'avvocato o semplicemente Vittorio il tizio che se ne stava nudo a fumare una kim al mentolo con indosso solo un vecchio orologio non funzionante lo sapeva bene .
Quella non era stata una semplice notte ma l'ultima di quelle notti che come fuochi d'artificio esplodevano nel cielo dei sogni proibiti del nostro pensare .
    " Nel mezzo del cammin di nostra fi..." sospirò avvolto dall'ombra " Fanculo ." .
Si rivestì ed uscì dalla stanza d'albergo senza voltarsi indietro , voltarsi indietro come diceva Pazienza era una cosa con non bisognava mai fare , nemmeno per prendere la rincorsa .
Tutto era iniziato due anni prima , sembrava quasi un ricordo , uno stronzissimo ricordo annegato in un mare di brandy che ne impediva la visualizzazione .
Si sedette ed ordinò del tè con del latte ed un croissant mentre con lo sguardo incontrò il suo volto riflesso nel vassoio del cameriere . Non si radeva da una vita e i suoi capelli erano privi di un vero e proprio taglio , non aveva bisogno di radersi e non aveva bisogno di un taglio o perlomeno non ne aveva avuto bisogno per due anni .
Quello che sapeva era che quella colazione doveva essere accompagnata da un po' d' ordine mentale , ordine . Aveva una camicia rosa chiaro , degli occhiali da sole , giacca marrone e pantaloni in tinta . Scarpe eleganti .
Ora quello che occorreva era un bel salto all'indietro , un tuffo nel passato o come caso volete chiamarlo.
Due anni prima si trovava in una gelateria con lo sguardo perso nel vuoto e un pianto che cercava di trattenere per mantenere una dignità in mezzo alla clientela di quella gelateria del centro . Era un giovedì sera e nessuno si deprimeva il giovedì sera , quello era un dato di fatto ma lui in quel giovedì aveva perso la moglie , la casa e il migliore amico in un colpo solo .
Aveva trovato il suo migliore amico dentro sua moglie nel loro letto mentre il loro figlio dormiva nella stanza affianco e questo lo aveva portato alle undici ed un quarto nella gelateria Carla ordinando il gelato al pistacchio che era passato di moda negli ultimi anni novanta .
La piazza ghermita di giovani con la voglia di spaccare il mondo e un avvocato di mezza età appoggiato ad una fontana con l'anima spaccata . Aveva fallito , fallito in tutto e mente il fottuto mondo intero gli piombava addosso l'unica cosa che poteva fare per distrarsi era ascoltare il rumore dell'acqua scorrere dalla fontana .
  " Hey ."
    " Mi dica ." rispose voltandosi verso quella voce che aveva interrotto il rumore del silenzio .
  " Senta , posso disturbarla un secondo solo ."
Era un ragazzo sulla trentina che con un'espressione bizzarra voleva forse qualcosa da lui ma quella non era proprio la giornata adatta per il vecchio Vittorio che avrebbe voluto rispondere un no secco ma che forse per bontà d'animo rispose un tiepido "Sì." .
  " Due anni fa un uomo mi ha avvicinato proprio come ho fatto io con lei adesso e mi ha regalato questo orologio qui vede ?" disse il ragazzo tirandosi su una manica per mostrare l'orologio al vecchio e  triste Vittorio .
  " Mi diede questo orologio chiedendomi solo una cosa ."
Vittorio aggrottò la fronte pensando fra se e se di averla vista giusta su quel tizio che probabilmente andava in cerca di elemosina .
  " Mi fece promettere di regalarlo esattamente due anni dopo ad una persona a caso a seconda della mia discrezione ."
    " Non credo di seguirla ." rispose Vittorio .
  " Vede ..." continuò sfilandosi l'orologio " Io ho deciso di darlo a lei ."
    " No , guardi non posso proprio accettare ."
  " La prego , mi creda , non se ne pentirà ."
L'orologio in questione era un vecchio orologio con il cinturino in pelle marrone , un orologio di quelli che si vedono tutti giorni ai polsi di milioni di persone con la sola differenza che quello non funzionava nemmeno .
  " La prego , lo prenda , lo indossi e lo tenga per dieci minuti almeno e vedrà che capirà tutto , mi creda e poi se non lo vuole lo può sempre gettare . Mi prometta solo di regalarlo a qualcuno a sua discrezione a due anni da oggi . E' tutto quello che le chiedo ."
Posò l'orologio sul marmo della fontana e si allontanò senza dire nient'altro come una di quelle persone che per un attimo entrano nella vita di qualcuno per poi finire dimenticate .
Vittorio indossò l'orologio e andò a gettare la coppetta di gelato ormai sciolta pensando che aveva perso una moglie , una casa , un'amico ma aveva guadagnato un cazzo di orologio rotto .
Gettò la coppetta e chiuse un'attimo gli occhi cercando di abortire la rabbia dentro di se quando una voce lo interruppe .
" Ciao ."
Era una donna , una donna bella con qualche anno meno di lui e visibilmente attraente .
" Ci siamo già visti ?" sorrise verso di lui .
Stava flirtando , la rabbia lo offuscava ma quella ragazza stava senza dubbio flirtando con lui senza ombra di dubbio .
Passò una notte di fuoco con quella ragazza in una casa dei quartieri alti e il giorno dopo facendo colazione ricevette un biglietto con il numero di telefono della cameriera che gli servì il caffè mentre quello dopo ancora finì a letto con una donna conosciuta in un bar. Ci mise qualche giorno a correlare l'episodio dell'orologio con quell'improvviso successo con l'universo femminile .
Non sapeva cosa pensare ma in fin dei conti pensare non era proprio il suo passatempo preferito in quel periodo . Cominciò ad uscire con decine di donne , sposate , fidanzate , single , ventenni trentenni e qualche diciottenne tutte donne splendide una dietro l'altra fino a perderne il conto .
Era una droga che non feriva e che non perdeva mai il fascino e sebbene molti possano esser portati a pensare che tutte quelle donne prima o poi gli sarebbero venuta a noia questo non successe mai .
La noia arrivò , certo ma non come molti sarebbero portati a pensare , la noia lo carezzò dopo tutte quelle stupende donne cambiando il suo modo di pensare e così l'avvocato cominciò un lungo viaggio dentro tutte quelle donne che aveva sempre guardato di striscio . Cominciò con quelle in carne per poi passare a quelle grasse e quelle che molti definirebbero "ciccione" passando poi per quelle che molti definirebbero "anziane" e con quelle di statura che molti definirebbero "nana" . Le voleva provare tutte senza distinzione di etnia , credo o provenienza , era come se gli si fosse aperto un mondo sconosciuto .
Le donne , tutte , erano creature stupende .
Smise di radersi e di pettinarsi e venne assunto in uno studio legale da un capo di cinquantacinque anni che si sbatteva regolarmente e il suo stipendio aumentò, di aumento in aumento .
Tutto fino a quel giorno quando  dopo aver preso un pacchetto di sigarette si avvicinò a chiedere da accendere ad un gruppo di ragazzi .
Notò uno studente che guardava una ragazza che doveva essere una delle più corteggiate dell'istituto superiore , la guardava teneramente . Fece un paio di tiri buttando il fumo dal naso , pensieroso e assorto nei suoi pensieri .
Un ragazzo grosso di corporatura e visibilmente pacchiano baciò la ragazzetta che l'altro stava fissando e avvicinandosi poi verso di lui gli rifilò uno scappellotto senza un motivo scoppiando in una chiassosa risata .Guardò il ragazzetto infilarsi le cuffiette nell'orecchio tornando alla sua musica ed al suo mondo camminando verso la fermata del bus . Doveva essere una strada che percorreva spesso in quanto sembrava percorrerla senza guardare nemmeno per un'istante il marciapiede .
Si mise a sedere dal gabbiotto della fermata muovendo timidamente al ritmo della musica .
    " Scusa ?"
      " Si ."
    " Tu non mi sembri un tipo da orologi vero ?" .  



FERDI .

giovedì 12 luglio 2012

RICORDI ALCOLICI Jack London

Ed ecco una recensione di un libro che reputo essenziale per tutti quei maniaci della carta stampata che giornalmente si ritrovano alla ricerca di qualcosa da leggere tutto d'un fiato o per meglio dirla , tutto d'un sorso .



FERDI .

mercoledì 11 luglio 2012

SCRIVERE LIBRI PER scoparsi il momento

Gettare via ogni malizia ed ogni pretesa , spogliarsi fino alla nudità e piazzarsi davanti alla macchina da scrivere , foglio o computer che sia , poco importa , scrivere è solamente combattere la noia . Scrivere non vuol dire vivere il momento ma scoparselo .

 







" Come procede il libro ? " chiede Paolo con ton sommosso attendendo risposta dall'altro capo della cornetta .
      " Sembra che a qualcuno piaccia e questo supera di gran lunga le mie aspettative ."
   " Hai mi letto qualcosa di John Keats , Ferdi ?"
      " Si , quello eran dannato genio ."
   " Aveva un modo di trattare l'amore davvero unico ."
      " Aveva il modo di trattare l'amore di tutti quelli che non volano di fiore in fiore come degli ossessi per paura di non commuoversi più per il profumo dei petali o per il pianto della rugiada .... Chiaramente il discorso sui fiori è solamente una metafora per quell'altra cosa più in basso e più accogliente !"
   " Mi diverte un sacco questo tuo distruggere le cose che sembrano graziose ."
Keats , il giovane e malandato Keats , credo realmente che nessuno possa amare senza prima aver letto qualche sua poesia . Lui era uno di quelli che trattava l'arte con la femminilità di una mente educata , educata nella sua sofferenza .
Ogni tot nasce qualcuno come lui , qualcuno che mette in ombra gli spiriti estrosi dei vari Kerouac e Bukowski per dimostrare che c'erte volte una pennellar ben ragionata può colpire ancora di più della action painting . Ogni tot nasce qualche stronzo che ti ricorderà sempre di essere stato uno dei migliori , lasciandoti così a riflettere trai tuoi mediocri capoversi impegnato a tirare fuori dai pensieri qualche frase d'effetto alla Keats .
Ogni tot nasce qualcuno che ricorda a te di essere troppo fortunato per essere John Keats e per ricordare a se stesso di essere stato invece troppo sfortunato per per esergo stato .
Dal letame nascono i fiori , bene, ma la poesia da dove nasce ?
Scopare il momento , fottere l'attimo certe volte sembra proprio una puttanata colossale .


FERDI

sabato 30 giugno 2012

PREGHIERA STRONZA .

Stavo provando a buttare su carta qualche riga , qualche verso insomma qualche merdata da stampare mentre una città intera sfotte sotto un caldo umido e appiccicoso .
E' assurdo pensare a tutto il tempo che una persona dedica allo scrivere e al pensare qualche termine , qualche metafora . L'istintività , si , l'istintività dovrebbe essere la guida giusta , il Virgilio del nostro pensare .
Lo scrivere , tutto il nostro maledetto scrivere non viene in fin dei conti da Dante ? Quella testa matta che da dietro una dannatissima scrivania armato di penna ha gettato le fondamenta di una lingua che ai giorni nostri tenta continuamente di demolirsi da sola .
Per ogni Dante esistono forse un milione di stronzi pronti a gettarsi su di un foglio come cani per scrivere , sognare , lottare o semplicemente per non pensare . Tutto quel lavoro non è poi diverso dall'estetica che smuoveva i primi punk , tentare di suonare nonostante la poca pratica sfanculando gli accademici che dietro i loro metodici esercizi tentavano costantemente di ammazzare la creatività .
L'arte , tutta è inutile , sosteneva Wilde e se mi permettete una personale osservazione vi dirò che dare troppa importanza ad una truffa è da coglioni più che da metodici .
Per macinare versi basta fondamentalmente avere un'anima ed avere le palle , bisogna sapere incassare senza dare peso agli insulti , per scrivere bisogna essere dei cazzoni patentati , dei pazzi .
Correre nudi in una caserma o pisciare da un'auto in corsa in quanto quello che forse abbiamo tutti imparato dai libri impolverati è che non siamo tutti degli Hemingway ma fortunatamente tutti possiamo permetterci la pazzia .
Quella , non sarà mai un sinonimo di bravura ma perlomeno non sarà neanche sinonimo di banalità .


FERDI .  

venerdì 29 giugno 2012

WARHOL E RINGRAZIAMENTI

Se il vecchio Andy avesse ragione o no sicuramente non starebbe a me tirarne le somme ma fatto sta che con l'avvento de blogging i nostri stronzissimi quindici minuti di celebrità siamo riusciti ad ottenerli e svenderli nella rete ...


In fin dei conti ci ritroviamo davanti delle pagine e spesso finiamo per dimenticarci che dietro quei monitor ci sono sempre state e sempre ci saranno delle persone , persone con tempo da dedicare a qualcosa e persone che cercano di intrattenersi e intrattenere . Questo spazio virtuale come tutte le cose può generare un forte feedback , certe volte quando qualcuno mi scrive per parlare del mio libro mi accorgo come questo sistema di scambio di penisier con persone che fondamentalmente nemmeno si conoscono sia forte ed interessato . Oggi ad esempio nel bel mezzo di un caldissimo venerdì è passata nel mio negozio The Miss , conosciuta qui sul blog , a comperare il mio libro che spero valga le pene del caldo ... Questo mi ha fatto davvero capire che dietro ai nottambuli folli che pubblicano cose alle ore più disparate ci sono persone in carne ed ossa e questo pensiero mi ha intrattenuto per un po' il pensare .
Personalmente oltre che parlare di libri , pittura teatro e stronzate varie ed oltre a fare foto indecenti per omaggiare Warhol l'utilizzo che faccio io di questo spazio è per citare Battisti " Disimpegnato " e totalmente fine a se stesso .
Pagine comehttp://www.facebook.com/pages/Libya-Free-17-Febbraio-2011/130190263728377 (coraggiosissima pagina facebook che durante il periodo della guerra in Libia ha realizzato un lavoro assurdo) che al contrario si prodigano per avvertire le popolazioni disagiate sul dove dirigersi per trovare aiuti umanitari e quant'altro mi fanno capire quanto si potrebbe fare con questi mezzi .

Detto questo volevo davvero ringraziare davvero vivamente le persone che mi stanno scrivendo dopo aver letto il libro , persone con cui grazie al blog riesco ad interagire , Grazie davvero .


Per chi fosse interessato , il libro si può acquistare anche sul blog tramite il banner in alto a destra .


GRAZIE A TUTTI , UN SALUTO .


FERDI .

mercoledì 27 giugno 2012

SIAMO L'ESERCITO DEL SERT .

Siamo l'esercito del sert gridava gracchiante Vasco Brondi delle luci della centrale elettrica nel pezzo "Per combattere l'acne" tratto dal disco    "Canzoni da spiaggia deturpata" .
Quella canzone , anzi , quel dannatissimo pseudo ritornello mi girava nella testa proprio mentre impazzivo seduto su di una sedia azzurra nella sala d'attesa del sert .

Ti ritirano la patente , ti tirano il sangue , ti fanno pisciare nelle provette, ti visitano e ti psicanalizzano spennandoti euro su euro dal portafoglio ma perlomeno cominci a capire le canzoni di Brondi .
Era assurda come sensazione ma li dentro tutte quelle persone smaliziate dalla vita sembravano proprio una sorta di esercito , non uno di quelli pront a combattere in quanto nei ranghi dei soldati semplici storditi dal metadone sarebbe bastata una buccia di banana a creare scompiglio o una scarpa slacciata ma piuttosto un'esercito metaforico .
Più li guardavi e più finivi per renderti conto che quella gente , tutta quella gente stava combattendo , non saprei dire cosa ma era palese e lampante come il giorno . Quella gente combatteva ed incassava .

C'era un tizio spaventosamente grasso con il naso rosso ed arso dall'alcolismo seduto affianco a me , continuava a fissarmi e fissarmi con insistenza .
   " Hey , posso dare un'occhiata ?" si mise a domandare indicando le mie analisi del sangue .
   " Certo ." rispondo io passando a lui il fascicolo .
       " Hmmmm , dunque , si , si ... Si , sei a posto ! " rispose con tono professionale dall'alto della sua maglietta a girocollo sporca di vino .
Gli alcolisti erano uno spasso .

" Davvero , e da cosa si capisce ?"
   " Vedi loro controllano questi tre valori e tu sei nei parametri , io e dal duemiladieci che vengo qui e non mi hanno mai trovato nei parametri ... fancullo ... però ho imparato a leggere questi ..."
" Scusa , vuoi dire che superi il 13% di questo parametro ."
    " Io di quel parametro sono al 30% ... e mi sono tenuto buono... come si dice , ho volato basso!"
Un esercito , un catastrofico esercito che non avrebbe mai vinto niente in milioni di guerre dai pensieri nucleari . Un esercito che con le sue bombe esistenziali avrebbe finito sempre e solamente per colpire se stesso . Una guerra giocata davanti allo specchio .

Una volta terminata la visita salutai il vecchio e me ne uscii tra i tizi che accompagnavano il metadone con la tequila alle nove del mattino e tornai in città attraversando , per citare Brondi , quella cara catastrofe .


FERDI .  

  

martedì 26 giugno 2012

L'ALCOLISTA , VIAGGIO AL LUPPOLO !

Ecco una recensione di uno dei lavori più interessanti che abbia mia avuto il piacere di leggere ...
La graphic novel in questione è L'alcolista di Jonathan Ames noto scrittore e sceneggiatore ( bored to death ) americano .
Sono molto contento di aver avuto l'occasione di parlarne qui nel baccanale sperando che possa piacere anche ai lettori del blog .


Un saluto a tutti .

FERDI .

SCRITTORE MALEDETTO O SCRITTORE FANTASMA ?

Ebbene si , oggi ho deciso di trattare un'argomento che ha dell'incredibile , ovvero la vera storia di uno scrittore fantasma .
Per iniziare occorre fare un salto indietro nel tempo , correva l'anno 2001 e negli U.S.A. usciva un libro intitolato "Sarah" di J.T. Leroy .
Un romanzo crudo ed essenziale scritto da un ragazzino vittima di una complessa confusione sessuale che si dà quasi per gioco alla prostituzione ed al consumo di droghe pesanti .
La storia di questo scrittore colpì svariati esponenti dell'olimpo americano che cominciarono a tessere le lodi di questo giovane che vittima di abusi fin da bambino viene incitato alla scrittura da un'analista che consiglia al ragazzo di esorcizzare i suoi ricordi buttandoli su carta .
In seguito a questa particolare terapia la coppia di coniugi che decise di adottare il ragazzo propose ad esso di pubblicare quelle pagine cariche di talento e sofferenza per tentare la via del successo .
Il romanzo in questione scritto sotto lo pseudonimo di Jeremiah Terminetor Leroy diviene subito un cult della sottocultura degli anni zero a tal punto che le celebrità da copertina di un'America sputtanata fanno la fila per avere qualche scatto fotografico con il novello "maledetto" della letteratura americana .
Il ragazzo dalla fisionomia estremamente femminile appariva sempre coperto da grandi occhiali da sole e bizzarri cappelli mantenendo così un'aria misteriosa ed affascinante .
Di li a poco seguirono altri romanzi che impegnarono le celebrità di tutto il mondo in commoventi e struggenti reading strappalacrime . J.T. Leroy diviene una delle figure artistiche più emblematiche del momento .
La sua figura comincia ad essere oggetto di critiche e di una forte e quasi compulsiva ossessione mediatica quando dalle foto cominciano ad apparire le forme di un seno al di sotto dei vestiti del ragazzo .
Cominciarono le più disparate ipotesi , dal cambio di sesso fino all'ermafroditismo .
Winona Rider e J.T. Leroy

L'attrice e regista Asia Argento decise, colpita dai lavori editoriali di Jeremiah , di girare un film tratto dal romanzo "Ingannevole il cuore più di ogni altra cosa" e grazie a questo progetto la figura di J.T. spicca il volo l'Europa e verso l'Asia .
Fù durante un viaggio promozionale che venne chiesto al giovane un'accertamento sul passaporto per dei controlli sui suoi reali dati anagrafici , controlli che riuscirono a svelare un mistero che lasciò il mondo a bocca aperta , J.T. Leroy , lo scrittore prodigio , il trans , l'ermafrodito , la prostituta , il tossicomane , il ragazzo che aveva attirato a se i media a tal punto da realizzare un film sulla sua figura non era mai esistito .
La penna dietro i romanzi era quella della donna che si fingeva madre adottiva del ragazzo che di per sé non era mai nato .  Laura Albert aveva inventato questo personaggio e per vendere il suo romanzo chiese alla nipote del marito di impersonare questo giovane scrittore dal fascino ambiguo e confuso per qualche apparizione senza immaginare che quel romanzo avrebbe generato un successo imprevedibile .
La situazione che sfuggì di mano alla Albert creò un mito con a seguito milioni di fan tra le persone più influenti del panorama artistico mondiale .
Personalmente dopo un breve periodo passato a digerire la notizia che mi lasciò sgomento iniziai ad interrogarmi sulla faccenda cercando di guardarla da un punto di vista diciamo "imprenditoriale" e devo ammettere di aver ammirato Laura Albert forse più di quanto un tempo ammirassi la penna di J.T. Leroy alias lo scrittore fantasma .

Un saluto .

FERDI .
 

lunedì 25 giugno 2012

VIDEO DEBILION .

E come promesso ecco il primo video del baccanale nel quale presento il mio libro e anticipo i progetti futuri ...


Per gli aggiornamenti sulle date del reading seguite pure il blog .

Un saluto a tutti .

FERDI .

sabato 23 giugno 2012

SCUSATE IL (FOTTUTISSIMO) RITARDO

Tra le mille stronzate che mi girano per la testa  e in attesa dell'uscita del mio libro sono passato dal dormire sugli allori a dare fuoco al campo per costruirci sopra un monolocale arredato IKEA dentro il quale dormire meglio  .

In questo frangente ho dovuto curare uno spettacolo teatrale (LE QUERCE SECOLARI)  tratto da una mia sceneggiatura e stare dietro come un pazzo alla pubblicazione del DEBILION .
Devo ammettere di aver sentito spesso la mancanza di questo stronzissimo blog dentro al quale shakero le mie paranoie e i miei deliri annoiando qualche lettore . In questo periodo ho capito quanto il tenere un blog , anche sporadicamente , possa generare un feedback tra te e qualche altro pazzo della rete e in fin dei conti per uno scrittore credo che il domare quel feedback o tentare perlomeno di domarlo come facevano i Sonic Youth sia la base del suo flusso creativo .
Oggi ad esempio sono finito in una spiaggia e nonostante la mia riluttanza verso le spiagge mi sono ritrovato a capire che ogni situazione può con i giusti input ed output avere un feedback positivo e che una borsa frigo con dentro qualche peroni ghiacciata può salvare l'anima di tanto in tanto .
I propositi dopo la mia assenza dalla rete sono due principalmente , il primo è quello di mantenere una certa costanza con gli articoli del blog mentre il secondo è quello di realizzare un breve video ogni settimana chiacchierando dei libri e dei progetti artistici che secondo me meritano di essere menzionati nella rete .
Il primo video parlerà del reading che dovrò tenere per la presentazione del DEBILION e via dicendo vorrei chiacchierare dei vari progetti interessanti che mi capiteranno a tiro ...
Spero di non avervi annoiato e che la mia penna non si sia troppo arrugginita durante questo periodo di stallo .
Vi saluto con una citazione del vecchio Lord Byron :

Il piacere è un peccato, ma il peccato è un piacere.


Un saluto a tutti .


FERDI .

giovedì 26 aprile 2012

NO , WE CANT


PERCHE' SCRIVI ? Perché sono un inetto .

Perché si scrive ? Perché scrivere ?


Mi dispiace ma credo di non essere in possesso di questa risposta . Non so cosa spinga quelli bravi a buttare giù versi , non oso nemmeno immaginare cosa smuova i pensieri dei bravi scrittori.
Se proprio vogliamo posso buttar giù due righe su quello che può passare nella testa di uno pessimo scrittore  .
Perché scrivo ?
Semplice , potrà sembrare banale ma credo di non saper fare altro e con questo non intendo avere la presunzione di saperlo fare in quanto reputo il mio modo di scrivere grezzo e troppo approssimato . L'autocritica è il pane dei saggi .
Vedete , le mie mani non fanno parte di quella tipologia di mani che aggiusta tutto e che riconosce le giuste brugole da quelle sbagliate come le mani dei falegnami o quelle dei contadini . No , niente affatto le mie sono mani inette , mani che si ingannano a vicenda , mani che la loro vocazione se la sono dovuta studiare .
Scrivere per quelli "non bravi" è semplice masturbazione e diffidate di chiunque affermi il contrario . Scrivere diventa per alcuni il potersi guardare allo specchio o il non sentirsi soli in una piazza ghermita di persone o un grido fuori dal coro di una città isterica . Scrivere è scappare dalla follia e fare l'amore con i propri demoni . Come fottere la claustrofobia chiudendosi in un ascensore che finisce dritto dentro sé stessi . Scrivere vuol dire essere ignorati ma con stile , Trovarsi in una stanza di albergo in una città che non si conosce senza ricordarsi nulla del viaggio , scrivere è terribile ed affascinante allo stesso tempo .

Quello per cui io lo faccio è molto semplice ...

Quel momento , quando le luci si spengono e una città intera si addormenta mentre  tu ti siedi davanti al monitor illuminato con un foglio bianco che forse non sarai in grado riempire . Scrivere è come giocarsi sé stessi alla roulette . Battere sui tasti come se non ci fosse un domani .
Senza prendersi sul serio bisogna comunque dare alla faccende un minimo di rispetto .
Ascoltate , adesso vi racconterò una cosa cosa che non ho mai raccontato a nessuno prima d'ora .
Un giorno forse per quelle quattro righe del cazzo si dovrà abbattere un albero , non mi sono mai ritenuto un'ecologista ma credo per quel fottutissimo sacrificio un minimo di rispetto sia dovuto .
D'altronde quella luce nella notte seguita dal rumore dei tasti interrompe il nostro silenzio che di tanto in tanto diventa insostenibile .

Scusate il francesismo ma io credo di scrivere perché dopo tutto i tramonti ancora mi emozionano e perché ogni mattina il vecchio pennacchio si alza ancora ed anche questo merita un minimo di rispetto .
Pace a tutti e buona giornata .


Ferdi .  

martedì 24 aprile 2012

IL GRIGIO ASFALTO DELLA CAMPAGNA elettorale

Oggi camminando verso il lavoro ho annusato il dolce profumo di questa campagna elettorale .
I futuri politici ti guardano dai cartelloni di una città vuota a perdere e tutto quello che puoi fare è sviare il loro sguardo cartonato ignorandoli autarchicamente .
Volevo buttare qualcosa nello stomaco ma il puzzo era troppo forte ed insistente come quello di un frutto marcio . E' il segno che il tanfo riesce ormai ad arrivare perfino ai piani alti dove un ipotetico zio Sam alza il dito medio gridando all'alba " BUON GIORNO E VAFFANCULO."


Perdevamo i soldi , perdevamo il lavoro e perdevamo la dignità ma "tutto andava bene " e non c'era da preoccuparsi . Personalmente non credo nella par condicio , non scrivo mai di politica perché la reputo una cosa sporca e per quanto l'arte mi piaccia sporca ed impura non potrei mai tollerare che il mio scrivere si macchiasse di idee politiche . Non sono Majakowskij e non lo sarò mai , non ne ho ne il talento e ne la voglia di prodigarmi per una rivoluzione e davanti ad un castello in fiamme io mi accenderei un bel sigaro con le ceneri del crollo di un impero . Da una parte c'è l'apollineo e dall'altra il dionisiaco mentre due isolati più in là ci sono io al pub quindi non rompete i coglioni ed andate in pace .
Mando un saluto a tutti quelli che ci credono e a tutti i miei amici che hanno il coraggio di avere un'ideale perché io quel coraggio credo di averlo perso . 
Sono crollato al tappeto sin dalla prima ripresa e mi sono addormentato sul ring in un K.O. esistenziale .
Buon giorno Genova .




Ferdi   .

lunedì 23 aprile 2012

UNA CITTA' FOTTUTAMENTE STUPENDA

Erano settimane che non entravo in questo spazio dove solitamente do libero sfogo al mio ego smodato ma questa mattina leggendo le mail mi trovai davanti il commento di The Miss , commento che mi faceva  giustamente notare il mio pessimismo cronico .  Mi veniva inoltre chiesto di scrivere magari qualche riga su quello che della nostra città Superba si potrebbe amare .
 Bene , così smosso dalla richiesta di The Miss e dalle lusinghe di Federica (che saluto) ho deciso di prendere le redini della mia pigrizia e virare verso un nuovo articolo .


In questo periodo di assenza ho perso la patente per guida in stato di ebbrezza , stato di Ebbrezza che io avevo sempre immaginato come uno un regno monarchico che faceva di ogni città una capitale dentro la quale gli abitanti banchettavano sbronzi mangiando formaggio intinto nel miele su vassoi d'argento in un baccanale continuo .  I miei sogni di gloria però sono stati fatti appezzi da una sirena e da un etilometro . Poco importa .
Qualcosa di buono da scrivere su questa città si può ancora trovare , quello che amo sono le osterie del centro dove ancora si parla un dialetto lamentoso che mette allegria come una specie di incantesimo salmodico . Amo il clima piovigginoso perché ci ricorda che anche dal pianto del cielo può nascere qualcosa di tremendamente bello come l'arcobaleno che sorride nelle nubi finendo nel mare ripreso nella foto soprastante . 
Il panificio di fiducia che ti tiene la focaccia per la pausa pranzo e il vecchietto burbero che sproloquia al bar prendendo un macchiato caldo col giornale sotto braccio . Amo il poter camminare lungo le strade che in passato hanno visto camminare Tenco , De Andrè  e Lord Byron .
Amo quei luoghi che come i romanzi che mi hanno forgiato dipingono prostitute e spacciatori come un paesaggio quasi mistico ed etereo . Amo i teatri pur odiando quasi sempre il pubblico e amo sapere che da qualche parte non molto distante Pippo Del Bono si impegna a scrivere qualche nuovo spettacolo . Mi piace immaginare che i nostri sogni vengano pilotati la notte dalla lanterna e mi piace cercar parcheggio in centro fino al fatidico " Vedi alla Berio ."che ti porta in manovre assurde . Amo Le vecchiette stizzite sugli autobus che ti guardano dall'alto verso il basso perché mi ricordano che sono si uno stronzo ma grazie a dio non ancora al loro livello . Adoro la vecchia cava smessa dei Camaldoli e l'acquario  . Il Nick Masaniello " perché fa underground " .
Amo il fatto che nei vicoli ci siano tante chiese e tanti bar perché mi rassicura sapere che sia i santi che i peccatori abbiano le stesse possibilità per smaltire i dispiaceri .



Ferdi   .   

mercoledì 11 aprile 2012

ODIO E CAFFE' PER COLAZIONE .

Iniziamo con i geni , non esattamente geni come quello della foto ma sicuramente altrettanto interessanti , i cosiddetti filosofi da ristorante .

Vi è mai capitato di finire in un ristorante ed assistere ad una discussione vecchia come il mondo che solitamente nasce tra un bambino i suoi genitori ed un uomo grasso ? Mi spiego meglio ...
Solitamente si trova il bambino sazio di un piatto di pasta porzione adulto che viene scrutato dal genio , il mito , l'unico , il saggio che si sta ingozzando come uno stronzo leccandosi le dita di tanto in tanto con le labbra unte di sugo ed il viso paonazzo per il troppo cibo assunto .
Bene , se avete mai assistito ad una scena simile sapete che il fatidico " Se fosse mio figlio gli tirerei un ceffone " bofonchiato dal signore rubicondo che continua ad ingozzarsi con instancabile e famelica ingordigia è solo il preambolo per il fenomenale , unico e acclamato dalle folle " MA NON CI PENSI AI BAMBINI AFRICANI".


Solitamente quel momento arriva più o meno al dolce , quando il grasso Socrate di circostanza con le labbra impastate di profitterol partorisce il sopra citato " Ma non ci pensi ai bambini africani che quelli non ci hanno cibo e tu fai così" solitamente in un italiano terrificante come questo .
E' qui che il grande capo , Zorro , capitan America o Cristo o qualcuno dovrebbe arrivare cavalcando un cavallo nero , togliendo con una frustata il piatto davanti al tizio in questione e dire :

Ehi , seriamente ? Hai appena bofonchiato qualcosa del genere , uno sproloquio gratuito sulla fame nel mondo ingozzandoti di cibo con un'esagerazione spaventosa ... In primo luogo in quale universo parallelo il pensare ai bambini del terzo mondo dovrebbe aprire lo stomaco a qualcuno ? Cristo santo al solo pensiero a me si chiude lo stomaco , non riesco ad immaginare la vuotezza di una persona che riesce ad ingozzarsi come uno stronzo pensando ai bambini sfortunati dal pianeta . Ed in secondo luogo AMICO , immagina di avere davanti a te uno di quei cazzo di bambini in questo momento e immagina la sua espressione nel vedere mangiare a te quello che potrebbe sfamare quattro persone solo per ingordigia e domandati da chi dei due si sentirebbe insultato il bambino . Fondamentalmente quei bambini non mangiano perché i "grassi" del mondo stanno finendo tutto senza ritegno , ingozzandosi fino a dover prendere il respiro tra un boccone e l'altro .

Adesso molla il piatto e vattene in palestra stronzo !    


domenica 1 aprile 2012

l'INFERNO DEL NOSTRO SCONTENTO .

E le notti passavano tutte tremendamente uguali . Non c'erano i colpi di scena dei grandi copioni di quella Hollywood del cazzo che ci aveva scopato il cervello .
Eravamo tutti delle dannatissime comparse mentre i protagonisti se la ridevano , ingrassando e bevendo champagne .
L'unica rivoluzione che riuscivo ad immaginare quella notte era quella interiore , quella che da dentro ti poteva scavare fino all'anima .
Eravamo nel pieno centro di una città che aveva smesso di appartenerci nell'inferno del nostro scontento con diavolette sexy pagate ad ore a punzecchiarci da dietro con i loro forconi boondage .
   " Vaffanculo . " pensai , " Fanculo tutti ma soprattutto ... Fanculo io ."
Eravamo animali da piano bar addomesticati alla mediocrità e non c'era da stupirsi se alla prima ventata di libertà finivamo per ubriacarci , per rubare o per darci di matto . Avevamo le anime storpie , guardavamo gli altri e continuavamo a guardarli e con tutta probabilità avremmo sempre continuato solo a guardarli .
Potevamo rifarci di tanto in tanto , volando basso e tenendo basse le nostre ambizioni come cagare in faccia ad'una famiglia testimonial delle brioche su canale cinque o violentarci i pensieri davanti ad un rebus domenicale.
Pub o non pub ? Questo era il dilemma .
I grandi si travestivano da giganti e i piccoli fingevano di essere dei nani . Portare tutto all'estremo .
   " Si ." pensai , "Portare tutto all'estremo ." .


         Ferdi   .

venerdì 30 marzo 2012

ROCKSTAR RIFF

Cosa vuol dire suonare un riff con l'anima  ?
Il tizio qui sopra più che con l'anima i suoi riff li suonava con le palle . Alla domanda cosa vuol dire essere Nero, rock e affascinante l'unica risposta plausibile è : Vuol dire essere come Jimi .
Il ragazzo che incendiava la chitarra e storpiava gli inni , quello perennemente sotto lsd , il vero dark side of the music .
Tutta l'arte dovrebbe suonare come un pezzo del vecchio Jimi e in fin dei conti i capitoli dei nostri libri preferiti , i grandi cult del cinema e le tele dei maestri contemporanei non suonano forse come Hey Joe ?

Fare arte vuol dire avere lo sguardo perso , fare arte vuol dire avere dentro di noi un ragazzetto nero con i capelli afro che massacra una chitarra . Date retta al vostro Hendrix interiore e fate a pezzi tutto , vomitate .
Vomitate versi come fossero postumi della notte precedente e la vostra prosa suonerà più hard rock che mai .

Hendrix è dio , si trova scritto nel bagno di un locale inglese , beh quello che posso dire io è che se un dio esiste , quel dio sicuramente ascolta Hendrix .

Tutto è Jimi , Kafka è Jimi , Dalì è jimi , Melville è Jimi e tu con una fottutissima penna in  mano davanti ad un foglio bianco puoi essere Jimi . Gli anni passati ad ascoltare vecchi dischi saranno pur serviti a qualcosa no ?


Uscite , entrate in un bar e vomitate il vostro nero interiore .


       Ferdi  .

giovedì 29 marzo 2012

IO FUMO E TU HAI LA TOSSE ? FICO !

Di monologhi sconci sul pene del demonio agli sproloqui sul tabagismo e sulle bandiere a stelle e strisce bruciate , questo faccione malinconico e al contempo colmo di un'ironia quasi grottesca ha incantato svariate generazione con la sua follia e il suo genio.

Bill hicks (foto) era un personaggio che stanco forse del prototipo industrializzato del sogno americano decise di basare la sua satira sull'incubo di un paese perso nel nulla .
Un paese con graziose boy band e incantato da ragazzette vocoder-dipendenti , un paese che anni prima aveva avuto Hendrix e lo stesso paese che ospitava il suo genio .


Come si potrebbe giudicare un uomo che desiderava più di ogni altra cosa spegnere gli stupidi monologhi interiori delle persone m uno che la mattina si svegliava e davanti al suo computer gettava il suo odio e la sua rabbia per prendere a calci nel culo il mondo intero ?

" Lo ripeto , nessuno è mai morto per una bandiera , una bandiera è un pezzo di stoffa . Qualcuno forse è morto per la libertà , il che tra le altre cose comprende il diritto di bruciare la cazzo di bandiera ... E io non approvo il villipendio della bandiera ma se qualcuno volesse farlo non me ne fregherebbe un cazzo ." Bill Hicks da : Il villipendio della bandiera .

Il mondo ha i suoi miti e i suoi ideali e grazie a dio di tanto in tanto viene fuori un personaggio che ci ricorda che tutte queste cose sono stronzate e l'unica cosa importante è il ridere , ridere fino a sfondarsi le budella .


     Ferdi .

mercoledì 28 marzo 2012

ODIO & COSE DA ODIARE (rubrica di malcostume)

Ecco il sentimento più cattivo , quello che arroventa le budella e fa digrignare i denti , l'odio in tutta la sua maestosità .

Giravo per le vie del centro quando tutto d'un tratto mi è venuta l'ispirazione , quella che i poeti trovavano negli occhi delle loro muse . Vittorio si domandava se per caso mi fossi prosciugato , incagliato o se qualche blocco mi avesse impedito di scrivere .
Nossignore , anzi dovevo trovare qualcosa dire nel migliore o peggiore dei modi .


CINQUE COSE DA ODIARE :


5 : Tutte quelle persone che esordiscono i loro monologhi con frasi del tipo " Se c'è una cosa che non sopporto , quella è l'ipocrisia .". Frase che almeno una volta nella vita qualcuno si sentirà dire e frase che Ferdinando detesta in quanto banale , semplice , frivola e terribilmente fine a se stessa .
Pagherei oro per sentir dire una volta almeno un bel " La qualità che più ammiro negli altri è l'ipocrisia , io adoro gli ipocriti ." .


4 : L a frase " Tu si che avresti dovuto fare il militare ." , frase che io uso come metro per l'imbecillità . Hai mai usato questa frase ?  Se si , sei un totale inetto e se non l'hai mai usata beh forse ti salvi .


3 Quelli che si svegliano col sorriso .

2 Quelli che non fanno niente per curare la erre moscia e continuano ad uccidere parole come Amore o rabbia .

E adesso rullo di tamburi ....

La numero uno di questa lista di cose da detestare è ...


1 : Le borsette per cani con cui certe sociopatiche con deficit da attenzione ed il cervello come una nocciolina si fanno vedere in giro per fare shopping .


E con questo e tutto , buon odio a tutti .


   Ferdi .

martedì 27 marzo 2012

L'IMPORTANZA DEL NUDO

L'importanza del nudo , la perfezione nel suo involucro femminile , quel nudo che ha incantato i pittori di ogni generazione messo lì come un monito ; quasi a dirci che in fin dei conti gli uomini ingannavano le loro giornate da sempre nell'estenuante ricerca di un modo per entrare nello stesso posto dal quale erano usciti.


Erano le bellezze burrose dei nostri sogni d'ovatta , la ricerca della femmina, una ricerca che partiva dalla Grecia antica fino alla Parigi di Bertolucci ( foto ) dove troviamo un'Eva Green vestita da Venere di Milo , opera dello scultore Alessandro di Antiochia .
Questa ricerca di pennellate della natura , questa sensualità da rincorrere a luci spente continua a smuovere le arti , i sogni degli uomini e gli incubi delle donne . Il nudo porta con sé la capacita di osannare una pellicola o quella di distruggerla . Il corpo nudo di una donna portava con sé questo onere da sempre d'altronde con eleganza e superbia , indossandolo come fosse un vestito da sposa . Poteva rovinare un'esistenza o metterle la corona .

Non eravamo niente davanti ai nudi , dipinti , scolpiti , cantati o scritti , annichilivamo nelle nostre perversioni dietro le espressioni da uomini vissuti .
Davanti al nudo diventavamo tutti potenziali assassini pronti ad odiare , massacrare o conquistare il mondo ma bastava un lieve ammiccamento per renderci dei folli adulatori e poeti di circostanza .  


           Ferdi   .

DIVINITA' ROTTE

Buon giorno mondo , la radio passa i doors e tutto va bene .

Ascoltare break on through alle sette e mezzo del mattino equivale ad una colazione a base di Rum ed lsd.

In una pazza era meccanizzata fino al midollo dove le nostre divinità ti sorridono dai cartelloni luminosi promuovendo dentifrici rivoluzionari e auto sportive i nostri rosari sono diventati giubbotti di pelle .
I nostri sogni sono le loro note e le loro pagine , i loro monologhi e la loro follia. Distruzione e follia sono la droga del nuovo millennio che tanto ricorda tutti gli altri millenni iniziati con il leitmotiv " Tutto è già stato detto e tutto è già stato fatto" ma con la piccola differenza che questa volta potrebbe essere la verità .
Abbiamo divinità rotte dentro in diretta televisiva e diavoli sulle copertine delle riviste , sui nostri monitor e sui nostri dischi , movimenti a cui votarci quando le nostre preghiere diventano solo delle poesie rapsodiche . Poeti in overdose e modelle anoressiche sono i nostri muri del pianto e le nostre chiese .
Leggendo Wahrol negli anni zero finiamo per accorgerci che i quindici minuti di fama diventano tutto ciò che una persona può giocarsi costantemente sotto le luci della ribalta .
I pianoforti a coda sono già stati incendiati e le chitarre sono state massacrate troppe volte , a noi adesso per cambiare il vento tocca cercare di esser bravi o perlomeno cercare di essere .
La radio passa i doors ed io vorrei dare fuoco a tutto ma in versi .


     Ferdi .

lunedì 26 marzo 2012

CAPITOLI INTERESSANTI 1 di 6

Per quanto mi riguarda , rispolverando la mia libreria sono finito a rileggere le intramontabili pagine di "Le affinità elettive" che mi porterà via svariati giorni e così , preso da tutti quei ricordi che i protagonisti dei libri che ho amato hanno lasciato in me negli anni ho deciso di condividere con il mondo quei libri dai capitoli stronzamente geniali che più ho adorato .

L'idea è quella di dividere in tre articoli sei titoli , sei , sei e sei da gustarsi lentamente ed eventualmente andare a comperarli .


PARTE UNO :

1 Il richiamo della foresta che è stato il primo libro letto per intero dal sottoscritto , vibrante di avventura e un'impeccabile penna , quella di London che firma pagine spettacolari nella caccia al coniglio tra Buk e gli altri cani della muta .


2 Il misantropo , forse uno dei più irriverenti testi teatrali di Molier , capace di incantare il lettore con ironia e sagacia tipiche di chi ha il cervello che va in fumo .

3 Jim entra nel campo da basket ( The basketball diaries ) di Jim Carrol , quello che tuttora giudico uno dei migliori romanzi mai stati scritti .
La penna è quella di un tredicenne che percorre quattro anni della sua gioventù bruciata buttandoli su pagine che i grandi romanzieri dell'epoca definirono come uniche nel loro genere . Forse il migliore autore di quella generazione beat che tuttora ritroviamo nelle pagine che noi stessi ci impegniamo a scrivere .

4 L'inverno del nostro scontento ,  un romanzo di Steinbek , un lungo flusso di coscienza narrato dalla mente di un padre di famiglia che potrebbe essere il nostro dirimpettaio . Questo libro insegna che dentro ogni testa può esistere una genialità ed una interiorità inimmaginabile .

5 Il capitano è fuori a pranzo di Charles Bukowsky (foto) , il libro in cui il vecchio Hank si toglie la maschera e si mostra ancora più ruvido e più grottesco del Chinasky al quale eravamo stati abituati nella settantina dei libri che che compongono la sua bibliografia italiana . Un lavoro piccolo ed essenziale che non ha niente da invidiare ad altre produzioni dell'autore come "Donne" e "Storie di ordinaria follia" o "Hollywood Hollywood " . Un libro che si legge tutto di un fiato e che ti lascia alla fine quel leggero fuoco alla gola che un fetido bourbon da supermercato potrebbe lasciarti se bevuto a fondino .

6 ALTRI LIBERTINI . Il capolavoro di una delle più brillanti menti che il nostro stivaletto abbia mai avuto , il buon vecchio Piervittorio Tondelli che racconta di un'Emilia mangiata dall'eroina e dei suoi luoghi comuni messi in fila a far marchette lungo una delle tante tangenziali del nostro paese .
Semplicemente uno o forse il migliore scrittore contemporaneo d'Italia .


     Per ora e tutto , passo e chiudo .
          Ferdi   .


FUCK FOREVER

Fuck forever , come canta il principino rotto di Camdem town . Questo pomeriggio gente si recita a soggetto , bruciate i copioni ed improvvisate i vostri errori .
In primo luogo ringrazio tutti i lettori per l'affluenza in questo spazio per pazzi sclerati che gestisco come un pazzo sclerato . In secondo luogo vorrei esortare ognuno di voi a lasciar uscire la propria rockstar alcolizzata interiore almeno un paio di volte alla settimana .
Infrangete qualche regola o scatenate una rissa e fatevi una bevuta alla faccia di chi vi vuole male , ci sarà sempre qualcuno migliore di voi ma perlomeno fate in modo di essere il peggiore dei peggiori . Fatelo scrivendo ,suonando o fotografando , uscite ed improvvisate musical per le strade di questa città stanca .
Uomini , ricordate che alle "belle" piacciono le bestie e donne , sappiate che cappuccetto potrebbe sedurre il lupo lasciando scendere la sua scollatura .
Divorate i banchetti e addormentatevi sotto un'albero . Prendete un vecchio disco e svegliate i vicini mettendolo sul piatto , diffondete notizie sbagliate e fate precipitare il mondo nel caos .
C'e chi nasce per scalare l'Everest e chi per piantarsi sullo sgabello di un bar come un corvo al trespolo , poco conta se l'input è lo stesso ! SCAPPARE.
Abbiamo tempi troppo ristretti per le nostre manie quindi ognuno di noi dovrebbe recitare a soggetto durante una noiosa pausa caffè limonando con la segretaria del capo o tentando di fare canestro con il bicchiere nel cestino .
Dimenticate i consigli di una vita e sbagliate tutto dall'inizio alla fine senza esclusione di colpi . Lasciate che i vostri errori facciano cedere il dannatissimo castello di carte che stavate costruendo sul tavolo traballante del salotto e uscite , uscite e uscite ancora .
I coprifuochi delle nostre manie non avrebbero mai fermato gli incendi che avevamo dentro .
Per ora e tutto e grazie a tutti .


      Ferdi .
  

domenica 25 marzo 2012

LA MELA DEL PECCATO

E dunque ci si ritrovava sempre nei posti peggiori con la consapevolezza di essere arrivati nella terra promessa , un Eden di circostanza che ci eravamo costruiti a misura d'uomo nelle ristrettezze della nostra immaginazione .
Ti potevi svegliare in una città diversa ogni mattina senza muoverti dal tuo letto . Erano sottili quelle notti che suonavano al ritmo di orgette di quartiere , di tanto in tanto uscivi per una birra e ti trovavi con una cilena e la sua compagna di stanza , potevi finire in un pub come in un baccanale con qualche amico dove tutti nudi avreste messo in scena il vecchio gioco ancestrale , quella danza che smuoveva da sempre i poeti .
Potevi essere un'avvocato succube dei cantautori tristi di una Genova stanca o uno pseudo scrittore abituato a cercare i versi sempre nei posti sbagliati ma quelle notti rivendicavano la loro rude prosa in un romanzo che tutti avremmo potuto scrivere .
Gli anni sessanta erano finiti da un pezzo e giocare a fare i figli dei fiori non avrebbe mai portato ad un benemerito cazzo . Tutto quello che potevi fare era annaffiare i tuoi vasi con della tequila ed aspettare la nascita dei tuoi fiori del male .
Era un diario del deliro che stavamo scrivendo senza pensarci su nemmeno un'istante . Signori e signore ecco la mela del peccato assaggiatene tutti un pezzo e potrete diventare delle divinità vuote a perdere.


Vittorio chiamò "Che serata ." .
Il cielo piangeva e tutti ci sentivamo un po' più vuoti , era il prezzo da pagare . L'onere della divinità .



       Ferdi   .

sabato 24 marzo 2012

UN NAZARENO ROCK&ROLL

Non posso di certo definirmi un uomo di chiesa o un redento ma qualcosina da dire , due paroline da spendere sull'argomento le avrei pure io .
Spero vivamente di non offendere nessuno e mi impegnerò nel cercare di essere il più soffice possibile sapendo per primo che la penna c'erte volte  ferisce come un proiettile.

In primo luogo parliamo di Gesù , un tizio rinomatamente pacifista e non violento che predicava bontà , fratellanza è povertà. Un uomo
che perdonava i peccatori laddove gli altri usavano le pietre.
Cristo , il ragazzo che entrando nel tempio perse le staffe nel vedere un gruppo di persone intente a vendere buoi , conigli , legno e quant'altro .
Ora , da ateo convinto posso dire di sentirmi onestamente commosso nel pensare che perfino un ragazzo così pacifista e così non violento come Gesù Cristo alla vista di quel mercatino non riuscì a tenere ferme le mani.
Questo ragazzo prese un bastone ed inferocito cominciò a spaccare oggetti e sbraitare a destra e sinistra distrutto dalla vista della speculazione laddove sarebbe dovuto esserci raccoglimento , preghiere e spiritualità .
Ora immaginate di fare una gita a San Pietro , tutti muti raccolti in religioso silenzio ad attendere l'uscita del pontefice.
I bambini , i Papa boys , i flash dei fotografi  davanti ad uno dei più costosi e lussuosi tempi mai costruiti dall'uomo . Immaginate di notare al vostro fianco un ragazzo coi capelli lunghi e la barba incolta tutto vestito di stracci , voi vi spostate bofonchiando cristianamente qualche frase tipo "Non ho niente da dare, via ,via..." . Continuate , continuate ad immaginare.
Quel ragazzo cosa penserebbe , vedendo tutta quella gente con anelli e rubini , bicchieri d'oro e scarpe Prada . Quel ragazzo che lavava i piedi ai suoi discepoli , quello che nel tempio impazzì per qualche bue e una manciata di conigli ; cosa penserebbe davanti ad aerei privati e opere d'arte del valore a sette zeri.
Quel ragazzetto probabilmente si farebbe cadere il bastone dalle mani e capirebbe forse di essere impotente davanti a tutto quello sfarzo e a quella ricchezza snob che guarda i figli dei falegnami dall'alto verso il basso .  No , quel ragazzo sarebbe da qualche altra parte , magari lontano dai bicchieri d'oro e più vicino ad un cartone di san Crispino che a San Pietro.
Lui stava con i peccatori , potrei voltarmi e trovarmelo alle spalle mentre scrivo queste quattro cavolate intento a tramutare l'acqua in vino e ad offrire shot agli assetati di quartiere . Non dico che la Maddalena  debba ballare la lap dance in un bordello ma credo sicuramente che in un sabato promettente come questo Il Nazareno sarebbe con i diseredati intento a pogare in un concerto Heavy metal  .


         Ferdi .
   
     

venerdì 23 marzo 2012

LA NOTTE DENTRO

Cosa significa avere la notte dentro ?
Vuol dire storpiare le nottate fino all'alba battendosi come pugili ma con la gentilezza di un fiore .
Farsi sedurre dai bicchieri , dalle donne e dai locali messi in fila come banche da svaligiare mantenendo l'animo del poeta .
Eravamo dei Sid che avevano perso le proprie Nancy all'angolo di una strada della quale non ricordavamo il nome . Principi scoloriti su cavalli stanchi , smettevamo le armature per spogliarci l'anima e lasciarci battere da quelle notti che ti entravano dentro come pugnali .
Suonavano i dischi e suonavano anche i pianoforti dei nostri esaurimenti nervosi scanditi dai clacson ad intermittenza .
Nuotavamo nell'aria come dicevano i Marlene Kuntz , danzavamo con le nuvole . Non si poteva nuotare per sempre , qualcuno ti avrebbe pescato o il tempo ti avrebbe fatto scendere coi piedi per terra nei marciapiedi della tua esistenza .
Le strade che conoscevamo portavano agli stessi luoghi e gli stessi posti . Sfottere, andare , muoversi , schizzare , correre , sparire , le fughe avevano molti nomi ma il migliore nessuno lo aveva ancora trovato .
Buon giorno mondo , ci stiamo allontanando da noi fino a non riconoscerci la mattina nelle vetrate del nostro delirio . I grattaceli bisticciavano con gli angeli e noi ci massacravamo in qualche posto con l'anima al bancone .
Provavamo a scrivere , provavamo e provavamo ancora .
Quando il giorno ti sorride tu voltati dall'altra parte , Pirandello diceva "Trovarsi per trovare noi stessi ".
Ferdinando dice " Perdersi , perdersi e vaffanculo ."
Costruitevi delle fottutissime ali di cera e schizzate a testa alta verso il sole .
Salutate il giorno nuovo con la NOTTE DENTRO .



    Ferdi .

666 PENSIERI

E' l'appuntamento mensile che si aspetta con fervore , l'amico a cui confideresti i tuoi incubi peggiori e quello che porteresti
con te la sera come autista astemio che qualche volta si dimentica di astenersi .
Dylan , con il suo charme e con le sue fobie/ossessioni ci tiene incollati alle pagine per un quarto d'ora al mese .
L'uomo che ha trovato il suo assistente in un baule , quello che odia i computer e quello che sa amare le donne con passione , quello che ha avuto un pessimo adattamento cinematografico e quello che ci ha fatto conoscere il Trillo del Diavolo .
Seicentosessantasei ricorrenti ed esoterismo dietro ogni pagina , incubi ed amori .
Dalla mente di Sclavi viene partorito un indagatore d'altri tempi , un ciarlatano per la stampa e un collezionista di arredamenti horror che campa con niente e guadagna anche meno .
Scrivendo l'articolo su Poe(http://wwwilbaccanalediferdi.blogspot.it/2012/03/i-nostri-scrittori-maledetti.html) ho pensato lasciando correre i pensieri in associazioni a lui , DyD .
L'indagatore dell'incubo che in foto vediamo alle prese con il mio nemico preferito Mana Cerace (il buio) entra assolutamente nelle letture che consiglio a chiunque ami leggere .
Un romanzo che dura da venti anni e passa , una storia grottescamente romantica con un filo conduttore che si riempie di anno in anno di interrogativi .
L'old boy che beve tè nei pub di una Londra del terrore accompagnato non solo dai suoi demoni ma anche dai nostri .
Nell'attesa del nuovo numero vi lascio con l'augurio di trovare i vostri incubi migliori ai piedi del vostro letto e sussultare in un "Giuda ballerino" .



       Ferdi .